Scrivere

La scrittura e le emozioni

Non sempre il modo di essere coincide con il modo di scrivere.

Può succedere che persone molto introverse trovino nella narrazione, quindi nella comunicazione scritta, un modo migliore, per loro, di raccontare.

Il foglio di carta, o quello elettronico, assumono la valenza di un interlocutore mai conosciuto nella vita reale, oppure incontrato ma che ha deluso, e quindi sperimentare, attraverso la scrittura, un modo per dire ciò che non è per loro facile dire.

Nei racconti di fantasia, le trame possono essere fantastiche, ciò che provano i personaggi, la gamma delle emozioni che giustifica i loro comportamenti e le loro azioni, invece no perché non esistono stati d’animo che appartengono alla «fantascienza».

Se le storie si ammantano di fantasia, le persone che popolano le narrazioni dipendono dalla capacità dello scrittore di accedere a vissuti propri o meno legati a sensazioni provate o evitate, ma sufficientemente ricordate da consentire le loro attribuzioni ad altri.

Tra le caratteristiche che un buon scrittore dovrebbe avere c’è una discreta padronanza di linguaggio, un vocabolario ricco di sinonimi, contrari ed emozioni. Perché ridurre ciò che i protagonisti di una storia, sentono o provano nei confronti di altri o degli eventi di cui sono protagonisti, con un buono, bello, cattivo e brutto, è esattamente come scrivere un testo funzionale a un esercizio della prima elementare.

Se è relativamente facile connotare una situazione di paura, differenziandola dal terrore, lo è meno riuscire a descrivere e quindi trasmettere e far arrivare al lettore, la differenza tra apprezzamento e ammirazione, nostalgia e tristezza, calma, rilassatezza e noia. Lo scrittore usa e padroneggia ciò che conosce e si avvale della fantasia per colmare l’ignoto. Può farlo per mostrare, attraverso le parole, ciò che la sua creatività crea e rende condivisibile, ma non può «inventare» le emozioni, né incollarle ai suoi personaggi se non le conosce e non le ha sperimentate.

Amarezza e la delusione, così come la gioia e la felicità possono essere raccontate solo se vissute almeno una volta.

You may also like
Selfpublishing: come scrivere la prima bozza del tuo romanzo in meno di una settimana
L’incipit migliore per una storia?

Leave Your Comment

Your Comment*

Your Name*
Your Webpage