Scrivere

La creazione dei personaggi: i segreti

La creazione dei personaggi è l’aspetto più complesso della struttura narrativa. La tendenza è quella di immaginarsi i protagonisti delle storie fisicamente, prima ancora che caratterialmente, descrivendoli con dovizia di particolari che possono andare dal colore degli occhi, al tic nervoso, alla modalità di abbigliamento.

Questo è senza dubbio un modo utile di presentare chi, facendo le veci del narratore, mostrerà ai lettori la trama, vivendola. È tuttavia necessario non sottovalutare mai il rischio di cadere in stereotipi improduttivi, a discapito di scelte originali che meglio si adatterebbero al progetto narrativo. Non possono esser creati a tavolino!

Occorre vederli o immaginarli in «scena», osservare le persone che ci stanno attorno, che ci colpiscono per il tono della voce, per il modo di dire cose, per l’arroganza o la passività perché, se hanno colpito noi e se ben «usati» come ispirazione, potrebbero, senza dubbio, colpire anche il lettore.

A un personaggio, sia esso principale o secondario, assegniamo una grande responsabilità: dialoghi, confronti, relazioni e conflitti attraverso i quali decideremo di mostrare la sua evoluzione, crescita o regressione, tutti strumenti che rientrano nelle abilità dell’autore.

È quasi come se avvenisse una dicotomia. Lo scrittore attraverso l’Io narrante scelto, narra la trama, il personaggio (o i personaggi) attraverso i dialoghi e gli eventi, ri-narrano la storia di cui sono parte, mostrandola senza filtri, così come la vedono, la vivono, la subiscono.

Appare allora chiaro quale sia il pericolo principale nel crearli: quello di dare vita a fotocopie di narratori incapaci di pensare attraverso il pensiero del personaggio. Non possiamo usare il nostro «personale stile» per fare dire cose che qualcuno opposto a noi, per indole, esperienza, o scelta, penserebbe e direbbe in un modo diverso, magari opposto.

Partorire personaggi e dare loro voce, significa spogliarsi dei propri abiti per indossare i loro e continuare a farlo fino a quando la trama non sarà conclusa.

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