Il self-publishing e l’importanza della professionalità

Written by robertotartaglia. Posted in Guide Pratiche, Selfpublishing

Essere professionali con i lettori“C’era davvero bisogno di scrivere questo post, Roby? È chiaro che bisogna essere professionali!”

Già, è chiaro. Ma cosa vuol dire in pratica? Cercherò di spiegartelo in questo post un po’ diverso dal solito, più discorsivo e filosofico, per così dire, senza link o suggerimenti su quale programma utilizzare o quale sito visitare. E spero di riuscirci.

Dunque, ci sono molte persone che credono di essere professionali solo perché sparano qualche parolone o qualche bell’inglesismo da manager.  O, magari, perché trattano il proprio cliente/collega con freddezza, distacco e un’ostentata superiorità. Nulla di tutto ciò ha a che fare con la professionalità.

Essere professionali, al contrario, e specie nell’era del Web, vuol dire saper far bene il proprio mestiere e saper pensare con la mente del fan, del lettore, nel nostro caso, vuol dire saper stringere e mantenere buoni rapporti interpersonali, nonché coltivare l’umiltà. L’esatto opposto di ciò che fanno molti “professionisti” old style in giacca e cravatta, mentre esibiscono il loro ultimo tablet e rispondono: “Mi scusi, ora sono troppo impegnato per ascoltare le sue lamentele”.

Il Web, come ormai noto, pone il professionista di qualunque settore in una condizione più confortevole e rilassata rispetto al passato, lo mette davanti a una serie di rapporti interpersonali molto più informali. Come, forse, saprai, nel Web non si dà mai del Lei a qualcuno, ma del Tu. Proprio perché il Web si basa su princìpi di parità e uguaglianza.

Ciascuno è un professionista nel proprio settore, anche se si tratta di uno studente o un disoccupato. Questo perché ognuno che abbia portato avanti un percorso di specializzazione è in grado di insegnarci qualcosa. Proprio come noi siamo in grado di insegnare qualcosa a lui. Si tratta di uno scambio democratico e alla pari. Ecco, allora, che la figura del “professionista” cambia aspetto. E si trasforma in un adolescente smanettone, con il piercing al naso e i capelli rasta che ci insegna come difenderci dagli attacchi hacker. Si trasforma in una bella ragazza che gira video per Youtube dove insegna a creare il make-up perfetto. Diventa uno scrittore dall’aria stralunata che ci presenta i suoi libri dalla spiaggia di Copacabana. E l’apparenza, quella che le aziende hanno sempre tentato di difendere attraverso un atteggiamento rigido e un abbigliamento formale, perde ogni significato.

Si va diritti al sodo. Non si giudica un professionista dal fatto che indossa un costume da bagno anziché una camicia con gemelli dorati, ma da ciò che sa fare. Da ciò che sa insegnarci. Da come riesce a divertirci e a farci sognare. Il rapporto cliente-fornitore come è stato concepito sinora, dunque, viene meno. Sul Web chi vende, e chi acquista, dialoga, interagisce e, soprattutto ascolta. Una cosa fondamentale da ricordare, infatti, è che, se si vuole far felice un lettore, un fan, bisogna sapere ascoltare ciò che ci dice. Rispondere sempre e in maniera adeguata alle sue richieste. Magari metterlo nelle condizioni di dirci la sua attraverso un sondaggio. Un proverbio cinese recita più o meno così: abbiamo due orecchie e una bocca perché dobbiamo ascoltare il doppio del tempo che impieghiamo per parlare. Ed è una sacra verità.

Nel linguaggio scritto, ciò vuol dire leggere con attenzione ciò che ci viene richiesto e farne tesoro. Troppe persone pensano solo ai propri interessi e non ascoltano/leggono ciò che viene loro richiesto. Rovinando, così, ogni tipo di rapporto interpersonale. Quindi, per ricapitolare, essere dei professionisti nell’era del Web vuol dire prima di tutto interagire con educazione e umiltà.

Poi, ovviamente, vuol dire mostrare cosa si sa fare attraverso la distribuzione gratuita di materiale di alta qualità. Nel nostro caso: alcuni capitoli del tuo ultimo romanzo, racconti inediti, booktrailer e presentazioni a ingresso gratuito (online oppure offline). Dilungarmi sul cosa fare, ad ogni modo, sarebbe inutile in questo post, quello che voglio chiarire, invece, è che occorre coltivare un atteggiamento proattivo e dedito all’ascolto, curare i rapporti interpersonali e non temere il confronto, far sapere quanto si vale, in modo onesto e diretto, nonché dimenticare il denaro. Quello sarà solo la conseguenza.

Sperando di essere stato abbastanza chiaro nell’affrontare un tema così complesso in così poche parole, ti do appuntamento alla prossima e…occhio alla penna ;) !

Roberto Tartaglia Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore di www.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale è www.robertotartaglia.com.

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