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Dal manoscritto al libro, quand’è il momento giusto per pubblicare

momentopubblicareCome fa un autore a sapere che è finalmente giunto il momento di smettere di lavorare alla stesura del suo libro per passare alla fase della pubblicazione?

La risposta non è così semplice, purtroppo o per fortuna non c’è una una formula matematica da seguire passo per passo: aggiungendo A a B a C, il manoscritto è pronto per essere pubblicato.

È più una questione di fiducia in se stessi. Un vero scrittore dovrebbe essere in grado di sentire che il libro è terminato. Si tratta di una capacità che si acquisisce soltanto con l’esperienza, scrivendo e ancora scrivendo, leggendo manoscritto dopo manoscritto, riconoscendo come ci si sente nel farlo e poi andando a ricercare quella stessa sensazione quando si ci mette a lavoro su ogni nuovo libro.

È un processo intuitivo, in altre parole, a cui alcuni scrittori giungono più facilmente rispetto ad altri. Ma ci sono comunque degli accorgimenti che si possono prendere per tirare fuori il meglio, puntare al 100% della perfezione per raggiungere un buon livello di scrittura. Innanzitutto, un libro ha sempre bisogno di più di una bozza, al fine di essere considerato completo. Ci sono molti tipi di modifica che si possono apportare ad un manoscritto:

  • la modifica delle bozze, per correggere gli errori di battitura e gli errori di grammatica;
  • editing sul “flusso”, per controllare che le frasi e i paragrafi scorrano nel modo più naturale possibile;
  • modifica della struttura, per fare in modo che tutti i dettagli della trama siano coerenti dall’inizio alla fine;
  • editing sui personaggi, per capire se si sta rendendo una buona descrizione dell’immagine dei protagonisti della storia.

Riconoscere, attraverso questo lavoro di revisione, i propri punti di forza e di debolezza, per imparare finalmente a guardare un progetto e dire: “sì, questo è ormai finito”, non è qualcosa che può essere insegnato tradizionalmente, bisogna essere attenti, precisi e rimanere con la mente aperta. Specie in quanto autore indipendente, non puoi rischiare di risultare superficiale e sciatto, prestando poca attenzione, ad esempio, agli errori di battitura, o peggio ancora mostrarsi presuntuosi nei confronti di chi avanza delle critiche, che invece potrebbero aiutarti nel migliorare.

Per essere un vero professionista nel settore letterario bisogna essere capaci di conciliare il proprio interesse personale, con quello generale del pubblico. E per questo ci vuole esperienza, intuizione e un certo talento naturale.

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1 Comment
  • Ott 7,2013 at 14:23

    Pur prestando grande attenzione a ciò che scrivo, spesso sento il bisogno di un collaboratore esperto.

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