Category : Scrivere

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Racconto o romanzo: la decisione davanti al foglio bianco

All’esordio nel mondo della narrazione la scelta tra le due opzioni è piuttosto scontata. Difficilmente che si accinge a dare vita a un primo testo, sceglierà di farlo partendo da un romanzo che, per sua struttura, richiede una serie di competenze, oltre che di abilità tecniche, non fruibili alla prima esperienza.

È dopo aver scritto qualche racconto che scatta l’ambiziosa idea. Quando qualcosa, dentro lo scrittore, gli suggerisce che forse, è il momento di osare e, allora, porsi davanti al foglio e decidere l’estensione del testo che si sta per portare alla luce, può costituire un dilemma. Come uscirne? Riflettendo, anche, su cosa significhi nel suo insieme optare per uno o per l’altro.

Un racconto è come la chiacchierata con amico o parente. Si parla del presente o del passato. Si ricordano eventi o si raccontano fatti, sapendo che il tempo a diposizione è contenuto, al massimo in ore.

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Incipit: inizi che catturano

Si è parlato e si continua a parlare spesso di incipit.

Del suo significato, delle sue modalità, della rilevanza che ha nel condizionare il lettore, rispetto al proseguimento o meno della lettura di un testo, e perfino della lunghezza che dovrebbe avere per essere efficace.

Da qualunque punto di vista venga osservato e affrontato, ciò che conta è che, sia esso costituito da una parola, da una o più frasi, queste rappresentano il primo punto di contatto tra lettore e scrittore.

Ho sempre pensato che non sia affatto diverso da ciò che accade quando per strada, in ufficio o a casa di un amico, ci viene presentato qualcuno. Lo si guarda negli occhi, gli si porge la mano, si decide nel giro di qualche secondo se potrebbe essere o meno una persona da frequentare, ammirare o criticare.

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5 passi per progettare un racconto breve

Si scrive quando si è motivati a farlo. Ovvero quando sentiamo dentro di noi crescere quella spinta che ci fa agire per conseguire lo scopo prefissato.

Ma quali sono i passi da compiere per ideare un buon racconto breve? Vediamone alcuni.

  1. L’ispirazione non nasce a comando. Per questa ragione ogni scrittore dovrebbe catturare e lasciarsi catturare dell’attimo della creatività, viaggiare con un quaderno e una penna e, quando l’idea arriva, accoglierla. Spesso basta una «buona frase» di apertura, che ci convinca, ed ecco prendere forma l’incipit capace di spianare la strada.
  2. Abituarsi a scrivere di getto. Senza giudizio, senza trattenersi, lasciando che la mano trasformi «totalmente» il pensiero in storia. Lasciarsi condurre da una sorta di brainstorming narrativo in cui ci si sente liberi di «annotare» emozioni, passaggi, eventi che in seguito verranno filtrati e «sistemati».
  3. Ragionare fin dall’inizio sullo «spazio narrativo» che si ha a disposizione (un racconto breve non dovrebbe superare le 30/40 cartelle) in modo da non pensare a trame che avrebbero bisogno di mille pagine per essere scritte.
  4. Ricordarsi di dare, già in fase di progettazione, la giusta consistenza ai personaggi creati. Tenere presente che i principali, devono compiere una «trasformazione» ed essere alla fine della storia in qualche modo «diversi» da come erano all’inizio. Se vogliamo raccontare la vita di Marina dalla nascita alla morte avvenuta quando aveva 90 anni, raccontando nei minimi particolari ciò che ha vissuto, potremmo aver bisogno di molto più spazio di quello concesso da un racconto breve.

Sapere che giungerà il momento in cui sarà necessario armarsi dell’umiltà necessaria per rileggere, correggere e cancellare. Non pensare di innamorarsi delle proprie creazioni illudendosi che tutto quello che è stato scritto sia necessario e irrinunciabile. Matita e gomma sono strumenti essenziali di ogni bravo scrittore.

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