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Come è cambiata l’editoria: come funzionava una volta e come funziona adesso.

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Tra le innovazioni del nuovo millennio, la comunicazione e il modo in cui attuarla hanno subito sostanziali cambiamenti richiedendo innovazione in tutti gli ambiti, compreso quello editoriale.

Scrivere, raccontare una storia, pensare e sviluppare una trama e trovare un giudizio positivo, atto a trasformare un testo in un cassetto, in qualcosa che potesse essere condiviso, letto, censito, apprezzato o criticato richiedeva una serie di passaggi non sempre semplici e spesso frustranti.

Tempi di attesa inaccettabili e le ansie legate alla possibilità di non veder accolto il proprio lavoro, trasformava a volta la voglia di scrivere, nel contrario, cancellando il sogno di essere scrittori.

La storia è piena di autori di successo che si sono visti rifiutare manoscritti, perché un testo per incontrare l’interesse di chi lo seleziona tra tanti, non deve essere solo ben scritto, scorrevole, con contenuti interessanti, ma deve essere proposto nel momento giusto e con la modalità giusta. Fortuna? Forse.

Ogni scrittore affermato vi dirà che serve anche lei. Tuttavia nessuno può veramente «giudicare» un testo così come lo può fare un lettore ed il self-publishing è un mezzo utile a raggiungere persone interessate alla lettura.

Servirsene non significa privarsi della professionalità legata ad una casa editrice, ma solo cambiare la tipologia di rapporto tra chi narra storie e chi le storie narrate le confeziona in modo adatto e utile ad essere inserite sul mercato quindi attraverso interventi che vanno dalla correzione dei refusi, all’editing, alla scelta della copertina più opportuna, al titolo, all’impaginazione e alla promozione. Un iter indispensabile a qualunque scrittore, in erba o affermato per proporre in modo professionale ciò che ha scritto e un sostegno che, se inefficace, può compromettere il successo di un buon libro.

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Nuove condizioni per le opere di pubblico dominio su Amazon

Amazon Kindle Store ha reso più stringenti i controlli sulle opere di pubblico dominio, su quei testi, cioè, che sono liberi da vincoli legati al diritto d’autore perché, per esempio, l’autore è deceduto da più di 70 anni.

Esistono due tipologie di opere di pubblico dominio:

1) OPERE TOTALMENTE DI PUBBLICO DOMINIO
Si tratta delle versioni originali delle opere, senza alcuna aggiunta.

2) OPERE DIFFERENZIATE
Sono opere di pubblico dominio alle quali, però, chi effettua la pubblicazione ha aggiunto note, commenti, illustrazioni o altri elementi che le rendono differenti e ampliate rispetto alle originali. Sono opere differenziate anche le traduzioni di opere di pubblico dominio, se eseguite da chi effettua la pubblicazione.

Le opere di cui al punto 1) non vengono più pubblicate su Amazon Kindle Store.

Le opere di cui al punto 2) vengono pubblicate su Amazon Kindle Store (dopo i controlli da parte dello store), a patto che:

– nel titolo dell’opera, tra parentesi, sia indicata la tipologia di “aggiunta”. Per esempio “Il fu Mattia Pascal (illustrato)”; “I promessi sposi (tradotto)”; “La Divina Commedia (commentato)”;
– nei metadati siano indicati i nominativi dell’illustratore, del traduttore, del commentatore, ecc.

Pertanto, al momento della pubblicazione di un’opera di pubblico dominio, va chiaramente indicato nelle note dell’ordine se si tratta di un testo appartenente alla categoria 1) o alla categoria 2); in questo secondo caso, è necessario riportare tutte le indicazioni di cui sopra.

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Come presentare il proprio lavoro: dalle case editrici al selfpublisher

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Abbiamo visto come si progetta e struttura un racconto e come i contenuti debbano avere delle caratteristiche irrinunciabili per essere definite «trame» ma soprattutto interessare i lettori e quindi gli editori.

Ma cosa fare adesso che il lavoro è completato?

Bisogna osare e proporlo al pubblico. Il passaggio non è mai semplice. La paura del giudizio può bloccare, può persino spingere a mettere il testo in un cassetto immaginando un ipotetico momento migliore per sentirsi scrittori. Quando scriviamo qualcosa e lo facciamo con il desiderio di condividerlo dobbiamo realizzare anche che non tutti potrebbero amare ciò che abbiamo scritto e questo non significa che non siamo dei bravi scrittori perché in fatto di letteratura i gusti sono diversi esattamente come in qualunque altro ambito. Consapevoli quindi che non stazioneremo sulle vette dei libri più venduti alla prima esperienza (salvo rare eccezioni), ciò di cui necessitiamo è l’abilità di presentare, valorizzare e far piacere ciò che abbiamo creato.

Come fare?

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