Author Archives: Mariangela Ciceri

Scrivere

I punti di vista del narratore

Decidere quale sia o quale possa essere la modalità più efficace e quindi anche la migliore per raccontare una storia, richiede un po’ di riflessione. Non si tratta solo di una decisione tecnica, che una volta presa rende scorrevole la stesura e non crea ripensamenti, ma piuttosto il riconoscimento delle abilità del narratore rispetto alle possibilità che ha a disposizione.

Agli scrittori «in erba» quando mi viene chiesto, propongo di partire da una descrizione in prima persona. Il motivo è che, dovendo far avanzare la trama, avere come unica «incombenza» stare sulla modalità di pensiero del personaggio personale, riduce di molto la necessità di creare e mostrare più punti di pensiero.

È inoltre una modalità che facilita la «proiezione» del lettore accompagnandolo nella vita di un personaggio di fantasia, facendolo ragionare come lui, vedere le cose che vede lui, le emozioni che prova lui. Occorre fare ovviamente molta attenzione a non cadere, strada facendo, nell’errore di esplicitare pensieri di altri.

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Strutture narrative: ciò che non può mancare in un buon testo

Scrivere è un gesto che facciamo tutti, narrare e narrarci è qualcosa che appartiene a chi usa la scrittura come mezzo di comunicazione verso Sé e verso il mondo. Ogni scrittore ha iniziato la sua attività attraverso l’uso della parola scritta come specchio riflessivo dei vissuti, delle esperienze, come sfogo nella criticità, come ragnatela per trattenere momenti felici.

Quando siamo gli unici lettori dei nostri testi, la responsabilità narrativa è verso un unico autore/lettore. Quando invece decidiamo di superare il confine, condividendo fantasie e/o esperienze con altri, ci sono «regole» di cui bisogna tenere conto.

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La creazione dei personaggi: i segreti

La creazione dei personaggi è l’aspetto più complesso della struttura narrativa. La tendenza è quella di immaginarsi i protagonisti delle storie fisicamente, prima ancora che caratterialmente, descrivendoli con dovizia di particolari che possono andare dal colore degli occhi, al tic nervoso, alla modalità di abbigliamento.

Questo è senza dubbio un modo utile di presentare chi, facendo le veci del narratore, mostrerà ai lettori la trama, vivendola. È tuttavia necessario non sottovalutare mai il rischio di cadere in stereotipi improduttivi, a discapito di scelte originali che meglio si adatterebbero al progetto narrativo. Non possono esser creati a tavolino!

Occorre vederli o immaginarli in «scena», osservare le persone che ci stanno attorno, che ci colpiscono per il tono della voce, per il modo di dire cose, per l’arroganza o la passività perché, se hanno colpito noi e se ben «usati» come ispirazione, potrebbero, senza dubbio, colpire anche il lettore.

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