Author Archives: Mariangela Ciceri

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La creazione dei personaggi: i segreti

La creazione dei personaggi è l’aspetto più complesso della struttura narrativa. La tendenza è quella di immaginarsi i protagonisti delle storie fisicamente, prima ancora che caratterialmente, descrivendoli con dovizia di particolari che possono andare dal colore degli occhi, al tic nervoso, alla modalità di abbigliamento.

Questo è senza dubbio un modo utile di presentare chi, facendo le veci del narratore, mostrerà ai lettori la trama, vivendola. È tuttavia necessario non sottovalutare mai il rischio di cadere in stereotipi improduttivi, a discapito di scelte originali che meglio si adatterebbero al progetto narrativo. Non possono esser creati a tavolino!

Occorre vederli o immaginarli in «scena», osservare le persone che ci stanno attorno, che ci colpiscono per il tono della voce, per il modo di dire cose, per l’arroganza o la passività perché, se hanno colpito noi e se ben «usati» come ispirazione, potrebbero, senza dubbio, colpire anche il lettore.

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Racconto o romanzo: la decisione davanti al foglio bianco

All’esordio nel mondo della narrazione la scelta tra le due opzioni è piuttosto scontata. Difficilmente che si accinge a dare vita a un primo testo, sceglierà di farlo partendo da un romanzo che, per sua struttura, richiede una serie di competenze, oltre che di abilità tecniche, non fruibili alla prima esperienza.

È dopo aver scritto qualche racconto che scatta l’ambiziosa idea. Quando qualcosa, dentro lo scrittore, gli suggerisce che forse, è il momento di osare e, allora, porsi davanti al foglio e decidere l’estensione del testo che si sta per portare alla luce, può costituire un dilemma. Come uscirne? Riflettendo, anche, su cosa significhi nel suo insieme optare per uno o per l’altro.

Un racconto è come la chiacchierata con amico o parente. Si parla del presente o del passato. Si ricordano eventi o si raccontano fatti, sapendo che il tempo a diposizione è contenuto, al massimo in ore.

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Incipit: inizi che catturano

Si è parlato e si continua a parlare spesso di incipit.

Del suo significato, delle sue modalità, della rilevanza che ha nel condizionare il lettore, rispetto al proseguimento o meno della lettura di un testo, e perfino della lunghezza che dovrebbe avere per essere efficace.

Da qualunque punto di vista venga osservato e affrontato, ciò che conta è che, sia esso costituito da una parola, da una o più frasi, queste rappresentano il primo punto di contatto tra lettore e scrittore.

Ho sempre pensato che non sia affatto diverso da ciò che accade quando per strada, in ufficio o a casa di un amico, ci viene presentato qualcuno. Lo si guarda negli occhi, gli si porge la mano, si decide nel giro di qualche secondo se potrebbe essere o meno una persona da frequentare, ammirare o criticare.

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