Author Archives: Mariangela Ciceri

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Perché decidere per il self-publishing. Cosa serve e come fare perché il self-publishing abbia successo

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Le ragioni sono molteplici e tutte assai valide.

Intanto è universalmente cambiata la valutazione su chi preferisce immettere sul mercato editoriale un prodotto «fai da te» rispetto al passato.

Se un tempo esisteva una sorta di classifica diversificata tra chi aveva optato per un editore cartaceo e una piattaforma di self-publishing, oggi più che mai sono le vendite a decretare il successo o meno di un testo e, con esso, la bravura del suo autore.

Un’altra buona ragione è data dei tempi biblici richiesti dalle case editrici per valutare un manoscritto.

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Come è cambiata l’editoria: come funzionava una volta e come funziona adesso.

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Tra le innovazioni del nuovo millennio, la comunicazione e il modo in cui attuarla hanno subito sostanziali cambiamenti richiedendo innovazione in tutti gli ambiti, compreso quello editoriale.

Scrivere, raccontare una storia, pensare e sviluppare una trama e trovare un giudizio positivo, atto a trasformare un testo in un cassetto, in qualcosa che potesse essere condiviso, letto, censito, apprezzato o criticato richiedeva una serie di passaggi non sempre semplici e spesso frustranti.

Tempi di attesa inaccettabili e le ansie legate alla possibilità di non veder accolto il proprio lavoro, trasformava a volta la voglia di scrivere, nel contrario, cancellando il sogno di essere scrittori.

La storia è piena di autori di successo che si sono visti rifiutare manoscritti, perché un testo per incontrare l’interesse di chi lo seleziona tra tanti, non deve essere solo ben scritto, scorrevole, con contenuti interessanti, ma deve essere proposto nel momento giusto e con la modalità giusta. Fortuna? Forse.

Ogni scrittore affermato vi dirà che serve anche lei. Tuttavia nessuno può veramente «giudicare» un testo così come lo può fare un lettore ed il self-publishing è un mezzo utile a raggiungere persone interessate alla lettura.

Servirsene non significa privarsi della professionalità legata ad una casa editrice, ma solo cambiare la tipologia di rapporto tra chi narra storie e chi le storie narrate le confeziona in modo adatto e utile ad essere inserite sul mercato quindi attraverso interventi che vanno dalla correzione dei refusi, all’editing, alla scelta della copertina più opportuna, al titolo, all’impaginazione e alla promozione. Un iter indispensabile a qualunque scrittore, in erba o affermato per proporre in modo professionale ciò che ha scritto e un sostegno che, se inefficace, può compromettere il successo di un buon libro.

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Come presentare il proprio lavoro: dalle case editrici al selfpublisher

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Abbiamo visto come si progetta e struttura un racconto e come i contenuti debbano avere delle caratteristiche irrinunciabili per essere definite «trame» ma soprattutto interessare i lettori e quindi gli editori.

Ma cosa fare adesso che il lavoro è completato?

Bisogna osare e proporlo al pubblico. Il passaggio non è mai semplice. La paura del giudizio può bloccare, può persino spingere a mettere il testo in un cassetto immaginando un ipotetico momento migliore per sentirsi scrittori. Quando scriviamo qualcosa e lo facciamo con il desiderio di condividerlo dobbiamo realizzare anche che non tutti potrebbero amare ciò che abbiamo scritto e questo non significa che non siamo dei bravi scrittori perché in fatto di letteratura i gusti sono diversi esattamente come in qualunque altro ambito. Consapevoli quindi che non stazioneremo sulle vette dei libri più venduti alla prima esperienza (salvo rare eccezioni), ciò di cui necessitiamo è l’abilità di presentare, valorizzare e far piacere ciò che abbiamo creato.

Come fare?

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