Author Archives: mariangelaciceri

Scrivere

5 passi per progettare un racconto breve

Si scrive quando si è motivati a farlo. Ovvero quando sentiamo dentro di noi crescere quella spinta che ci fa agire per conseguire lo scopo prefissato.

Ma quali sono i passi da compiere per ideare un buon racconto breve? Vediamone alcuni.

  1. L’ispirazione non nasce a comando. Per questa ragione ogni scrittore dovrebbe catturare e lasciarsi catturare dell’attimo della creatività, viaggiare con un quaderno e una penna e, quando l’idea arriva, accoglierla. Spesso basta una «buona frase» di apertura, che ci convinca, ed ecco prendere forma l’incipit capace di spianare la strada.
  2. Abituarsi a scrivere di getto. Senza giudizio, senza trattenersi, lasciando che la mano trasformi «totalmente» il pensiero in storia. Lasciarsi condurre da una sorta di brainstorming narrativo in cui ci si sente liberi di «annotare» emozioni, passaggi, eventi che in seguito verranno filtrati e «sistemati».
  3. Ragionare fin dall’inizio sullo «spazio narrativo» che si ha a disposizione (un racconto breve non dovrebbe superare le 30/40 cartelle) in modo da non pensare a trame che avrebbero bisogno di mille pagine per essere scritte.
  4. Ricordarsi di dare, già in fase di progettazione, la giusta consistenza ai personaggi creati. Tenere presente che i principali, devono compiere una «trasformazione» ed essere alla fine della storia in qualche modo «diversi» da come erano all’inizio. Se vogliamo raccontare la vita di Marina dalla nascita alla morte avvenuta quando aveva 90 anni, raccontando nei minimi particolari ciò che ha vissuto, potremmo aver bisogno di molto più spazio di quello concesso da un racconto breve.

Sapere che giungerà il momento in cui sarà necessario armarsi dell’umiltà necessaria per rileggere, correggere e cancellare. Non pensare di innamorarsi delle proprie creazioni illudendosi che tutto quello che è stato scritto sia necessario e irrinunciabile. Matita e gomma sono strumenti essenziali di ogni bravo scrittore.

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Scrivere Selfpublishing

Scrittori: dote innata o talento da coltivare?

Ciò che scriviamo è preceduto da ciò che pensiamo.

Le narrazioni di eventi reali (ricordo di qualcosa di realmente accaduto) e immaginari (basti pensare ai giochi dei bambini e agli innumerevoli personaggi che possono creare a far agire) prendono forma nella mente e incontrano una elaborazione nell’atto dello scrivere.
Scrittori quindi lo siamo tutti e lo diventiamo nel momento in cui, apprese le nozioni tecniche, componiamo la prima frase di senso compiuto.
Il rapporto con lo scrivere però è condizionabile.

Ci sono persone così «castigate» nella loro capacità di raccontare da severi giudizi scolastici, da aver perso il piacere di farlo e altri che, ignorandoli, hanno creato volumi di racconti. Comunicare e condividere idee, pensieri, storie è un modo per esprimere quello che sentiamo.

Affinare le tecniche per farlo è questione di motivazione, passione, costanza. Chi scrive inizialmente lo fa per se stesso.

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