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Alessandro Nardone: “Il successo del tuo libro passa da una strategia di personal branding”


Per parlare di self publishing dobbiamo partire dal personal branding, cioè dalla costruzione della nostra presenza online che non significa – come superficialmente ritengono molti – possedere un semplice profilo personale di Facebook, ma la messa in atto di una precisa strategia finalizzata a creare una propria audience attraverso un lavoro pressoché quotidiano che, con il tempo, ci consenta di diventare degli opinion leader nel nostro settore di riferimento. Per intenderci, se vogliamo imporci come esperti di moda o design, ogni giorno dovremo creare dei contenuti esclusivi sulle nuove collezioni o sulle sfilate e metterli online. Lo stesso discorso vale per la promozione del libro che tenevamo nel cassetto e che, grazie a Youcanprint.it, possiamo pubblicare e mettere in commercio con la medesima distribuzione (requisito fondamentale) che ci garantirebbe un grande editore di tipo tradizionale.

Certo, direte voi, creare la nostra reputation online non è facile come dirlo, d’altra parte, di ogni storia di successo emerge solamente lo step finale, il risultato, il momento della vittoria. Peccato che per raggiungere il successo sia necessario lavorare più duramente di quanto si possa pensare, sacrificare tempo che potremmo comodamente dedicare ad altro e mettere in preventivo che la nostra idea potrebbe avere successo così come potrebbe rivelarsi un autentico fallimento. Succede, sapete? Anche i più grandi, prima di raggiungere i risultati che si erano prefissi hanno dovuto ingoiare parecchia merda. Per questo diffido chiunque, soprattutto i più giovani, dall’illudersi che sia sufficiente stare sui social, per avere successo. I social sono il medium, ovvero il megafono, ma a fare la differenza rimane sempre la qualità del messaggio. Se fosse così semplice solo in Italia avremmo 60 milioni di influencer e non mi pare che le cose stiano esattamente così.

Non è certamente un caso se poc’anzi ho utilizzato il sostantivo qualità perché, al netto della vostra abilità di romanzieri o saggisti, è la precondizione necessaria affinché il vostro libro possa effettivamente farvi cullare sogni di gloria. La qualità dell’editing, dell’impaginazione, della copertina, della sinossi e di ogni singola iniziativa che intraprenderete per pubblicizzarlo compresi, come dicevo prima, i contenuti che pubblicherete quotidianamente sul vostro sito web e sulle bacheche delle vostre pagine social. In fin dei conti il libro è un prodotto e, quindi, prima di metterlo sul mercato la domanda che dovremmo porci è «io lo comprerei?». Per esperienza so perfettamente quanto sia complicato essere obiettivi con noi stessi, soprattutto agli esordi. Così, non appena abbiamo scritto l’ultima riga, ci illudiamo che il nostro sia un bestseller a prescindere, un capolavoro destinato a sconvolgere il panorama letterario, mentre invece quello è il momento in cui comincia la parte più difficile del lavoro, ovvero quella relativa all’editing, alla revisione e all’armonizzazione del testo, alla creatività per titolo e copertina. Ogni paragrafo cambiato o addirittura tagliato è un autentico colpo al cuore per l’autore, ma è indispensabile. Poi, magari, anche se non siamo dei grafici abbiamo passato ore e ore a fare una copertina con Photoshop, idealizzandola come l’unica possibile per il nostro libro. Sbagliato: come dicono dalle mie parti, ognuno ha il suo mestiere.

Per concludere, oggi grazie a Youcanprint.it avete la grandissima opportunità di poter bypassare i filtri e i tempi dell’editoria tradizionale pubblicando il vostro libro e rendendolo acquistabile praticamente dovunque, nel web così come nelle librerie fisiche, in Italia e all’estero. Investite su voi stessi e sul vostro libro e non la sprecherete.

Consulente di marketing digitale e docente allo IED di Milano, Alessandro Nardone scrive per Vanity Fair e Il GiornaleOFF. Autore di 5 libri, tra cui il bestseller “Ti odio da morire”, per promuovere la versione inglese de “Il Predestinato” ha inventato la sua finta candidatura alle primarie repubblicane sotto le mentite spoglie del protagonista del romanzo, il giovane Congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati giornali e televisioni di mezzo mondo. Ha seguito come inviato di Vanity Fair la Convention Repubblicana di Cleveland, le elezioni da New York e Philadelphia e l’insediamento di Trump a Washington.

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