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“La mia preoccupazione principale è esprimere quello che penso”: Alessandro Fort racconta la sua esperienza di selfpublishing

FORTALLa mia storia? Ieri giocavo con i soldatini assieme a mio fratello, andavo da Marghera a Venezia per visitare i nonni, si partiva per la montagna col treno, con mia sorella seduta sulla cassetta di legno del televisore portatile. Mi sono diplomato, laureato, congedato, sposato, ho parlato di fronte a centinaia di persone in conferenze, corsi, lezioni, sembra tutto accaduto ieri, al massimo l’altro ieri, eppure non è così. Ma la cosa importante è che questo fluire del tempo, fuori e dentro di me, non mi va di lasciarlo andare via, mi sembrerebbe di sprecarlo, di lasciarlo scorrere come l’acqua di un fiume dove non c’è nessuno a vederlo. Penso sia per questo che accanto alla mia vita professionale, ne coltivo una seconda che si alimenta della prima, anche se non mi sento di separarle e tantomeno di disporle in ordine di importanza.

Sto valicando il mezzo secolo e mi viene in mente mia madre che suppergiù alla mia età ripeteva che le veniva sempre voglia di saltare la corda, ma non lo faceva mai. Ecco, questo è il giusto inizio che stavo cercando, perché ad un certo punto ti vuoi liberare di te stesso e ti accorgi che non esiste un modo corretto o sbagliato di vivere. Tutto ciò mi porta a scrivere. Ho scritto aforismi, un romanzo, una raccolta di racconti, un manuale sul lavoro e uno sulla scuola e altre creature – io le sento creature – che sono in via di formazione.

Non sogno di realizzare il bestseller, la mia preoccupazione principale è esprimere quello che io penso, come io vedo la vita, la società, il mondo nel suo complesso e ciò in cui esso crede, insomma come io voglio rappresentare la mia prospettiva a chi ha poi la pazienza o l’imprudenza di leggermi.

Il mondo di chi scrive, dell’editoria e della promozione editoriale è un universo fatto di idee, entusiasmi, mediocrità e genialità, delusioni e sogni ad occhi aperti, il tutto in un vorticare di… di cosa? Io ritengo che chi scrive ha il dovere di essere se stesso, un dovere morale oltre che artistico, di chi deve fornire una ragione ai lettori per dedicare il loro tempo ai contenuti, alla sintassi e all’originalità di un autore, senza i quali questi non ha il diritto di definirsi tale.

Girovagando fra parole immaginate e scritte, mi sono imbattuto, con Youcanprint, nella cosiddetta autopubblicazione, il solo modo di esistere all’interno di un mondo nel quale solo quelli già noti hanno il diritto di farsi vedere, anche se poi l’editoria dei grandi nomi si è riempita di così tanti fantasmi che neppure i più terribili film dell’horror riescono a contenerne. Con Youcanprint, che non è stato il mio primo editore, ho creato una collaborazione costruttiva, fatta non di false promesse e di ipocriti complimenti, ma di servizi e disponibilità, i veri ingredienti con cui si possono fare grandi cose, niente di più, ma anche niente di meno.

Alla fine della mia storia ammetto di aver letto parecchi libri, ma pochi classici, sconfinando invece in testi sullo spiritismo di Kardec e più di recente sul buddismo, sul confucianesimo e con una riscoperta della nostra tradizione filosofica, da Schopenhauer e quel che si dice abbia detto Socrate, e infine taoismo che rappresenta, a mio avviso, il massimo del pensiero umano. Sono uno psicologo, mi occupo di formazione professionale, ma anche di docenza con la quale riscontro adolescenti alle prese con la difficoltà di diventare adulti, malgrado la voglia di rimaner bambini, una voglia che influenza pure me e forse è proprio questa che mi impedisce di essere come mia madre quando sognava di saltare la corda, suppergiù alla mia età.

Chiunque fosse interessato a quello che scrivo mi può trovare su Facebook, nel mio blog http://fortalessandropensiero.blogspot.com, può scrivermi a fortalessandropensiero@virgilio.it, e naturalmente all’interno dello Store del sito di Youcanprint.

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